venerdì, 07 agosto 2009

Un anno

Un anno. Un anno di cose che accadono, che sono accadute, che continuano ad accadere secondo le regole imperscrutabili della vita. Un anno di rancori, di amori e solitudine, di percorsi traversi del destino. E' proprio vero, non si smette mai di imparare, di capire, di conoscersi, di scegliere.

Quante cose sono cambiate, quante sono rimaste uguali. La vita da, la vita toglie. Abbiamo sempre bisogno di un termine di paragone per renderci conto di quali siano effettivamente le cose importanti. Abbiamo bisogno di metterci in discussione, e ciclicamente dobbiamo prendere e stravolgere ogni regola, ogni certezza, ogni ambizione proprio per trovare la forza di affermarle di nuovo. In questi anni ho conosciuto e mi sono confrontato con un certo numero di persone, e nonostante le apparenze da salvare c'è qualcosa che si agita dentro ognuno di noi, che ci spinge a vivere nel contrario di ciò che abbiamo scelto di essere. E' una sorta di regola, una fase che ciclicamente si ripresenta. Forse essere maturo significa anche saper affrontare di volta in volta in modo migliore questi aspetti della vita, quando si ripresentano.

Io so solo che le persone rovinano sempre tutto. E che è un peccato, perché da un rapporto qualsiasi, anche quello apparentemente più semplice ed ingenuo, può nascere qualcosa di grande, di importante, e non parlo solamente d'amore. E' un peccato perdersi, privarsi della possibilità di vivere determinate situazioni, emozioni, sensazioni insieme; è un peccato non esserci nei momenti importanti, e in quelli dolenti. E' un peccato privarsi della gioia di un sorriso in più, o di una spalla su cui piangere. E' un peccato essere così schiavi nelle proprie convinzioni da non avere abbastanza fantasia da immaginare un modo diverso di vivere, di vedere le cose.

Ci sono scelte che non sono facili, che fanno male, le cui conseguenze fanno paura. Ma che, nonostante tutto, vanno fatte. Sono quelle scelte che ci mettono davanti a noi stessi, e prima o poi bisogna passarci di qui, sulla spiaggia della nostra vita ad ammirare il mare dei nostri desideri. Mi piace ricordare di me com'ero quando ancora ero capace di vedere il mondo in un certo modo, che era un modo dolce e pieno di speranza. Spero di poter diventare una persona migliore, sempre migliore.

Il tempo passa e questa vita sembra un soffio. E quando arriverà la fine, io voglio arrivarci senza fiato.



Goodbye.

Risho


postato da: risho alle ore 08:34 | link | |
categorie: riflessioni, sogni, desideri, solitudine, incanto, destino, dolcezza, cambiamento, identità
mercoledì, 31 dicembre 2008

Ultimo Post

"E così il combattimento della fine del mondo è terminato
in un modo diverso da quello che avevo visto in sogno
alcuni sono morti ciascuno seguendo le proprie convinzioni
e facendosi carico del destino degli altri sulle proprie spalle
ma i loro desideri continuano a vivere nel cuore di chi è rimasto
e la loro leggenda verrà tramandata per sempre
alla fine non esisteva un solo futuro
e d'ora in poi esisteranno molti futuri
tanti quanti sono i desideri degli esseri umani"

("X")

Questo blog esaurisce qui il ciclo della propria esistenza, così come alcuni moti dello spirito. Lo lascio a sé, finché anche la memoria di questi miei pensieri non mi avrà stancato.

Con un sorriso, goodbye.
Risho
postato da: risho alle ore 09:44 | link | |
categorie: poesia, amore, riflessioni, sogni, incanto, destino, dolcezza, libertà, cambiamento, identità
martedì, 16 dicembre 2008

Ad ogni cosa il suo posto e il suo tempo

Immagino sia importante e necessario il momento in cui, prima o poi, le persone che amavi ti voltano le spalle. A ragione o a torto, forse nemmeno importa. Ciò che importa è che impari a familiarizzare con quel sentimento di solitudine assoluta che fa da sempre è parte di te ma e che da sempre cerchi di ingannare, combattere, distruggere.

A volte riusciamo a tirar fuori qualcosa di buono anche dalle situazioni più spiacevoli. Altre invece ne restiamo schiacciati, anche se spero non si possa morire mai di questo. Non basta un "mi dispiace" per sistemare tutto, ma è giusto così. Ed ecco che guardi da lontano un posto che prima era il tuo, quel tanto ambito "centro dell'attenzione" in cui ti ritrovavi senza fare il minimo sforzo. E' che poi arriva il momento in cui devi cederlo, quel posto. Sto in mezzo agli altri e non è più come prima. Sembra che la mia presenza faccia la differenza, in questo momento. Sembra che qualcuno si trattenga quando ci sono, qualcun'altro si senta in imbarazzo. Forse è solo la mia impressione, ma penso sia esattamente così. Poi mi allontano, mi isolo quel tanto che basta e li sento - nemmeno più guardare - che tutto sembra come quando c'ero anch'io la in mezzo, ed ero proprio io il primo a fare confusione. Ma in fondo ad ogni cosa il suo posto e il suo tempo. E il mio, probabilmente, in questo posto è passato.
postato da: risho alle ore 13:13 | link | |
categorie: riflessioni, malinconia, nostalgia, solitudine
martedì, 16 dicembre 2008

La pioggia è il tuo elemento

La pioggia è il tuo elemento. Senti un respiro nello scroscio dell'acqua battente, distingui solo due occhi della figura che si delinea sotto il fitto muro di gocce. Poi ti avvicini e scopri che quella figura sei tu. Perché la pioggia è il tuo elemento.
postato da: risho alle ore 07:44 | link | |
categorie: cambiamento, inquietudine, identità
lunedì, 15 dicembre 2008

Attenzione ai desideri

E' brutto vedere qualcuno che si batte tanto ardentemente per raggiungere un obiettivo e poi, una volta raggiunto, sembra quasi non sapere cosa farne. O meglio: saprebbe perfettamente cosa farne, se davanti avesse ciò che si aspettava di trovare.

Una volta ho letto una frase che doveva suonare più o meno come "stai attento ai tuoi desideri, corri il rischio che si realizzino". Come a dire: a volte la prima causa dei nostri mali è proprio il desiderare qualcosa che in realtà ci danneggerà piuttosto che soddisfarci e renderci felici. Come trovare le risposte a domande sbagliate. Quante volte ho desiderato qualcosa che ancora non l'avevo fatta mia e già non mi emozionava più. E non è perché sono incontentabile o perché cambio costantemente obiettivo, è proprio perché a volte ci convinciamo di aver bisogno di qualcosa che invece, in fondo, non ci appartiene ora e non ci apparterrà mai. D'altronde è il principio di tutti quegli oggetti di tendenza, che da un giorno all'altro senti dire che "vanno di moda". Le pubblicità cercano di convincerci di quali sono i nostri bisogni, cercano di spronarci all'acquisto spropositato di oggetti senza i quali finora abbiamo vissuto più che serenamente e senza i quali potremmo comunque continuare a vivere più che serenamente per il resto della vita. A volte invece non serve la pubblicità, né alcun oggetto. A volte ci guardiamo dentro, ma siccome in fondo ci conosciamo sempre troppo poco crediamo di vedere qualcosa in noi che ci parla di desideri, che ci porta a pensare assiduamente o qualcosa o qualcuno, che ci incastra in meccanismi perversi dai quali non sembra più possibile uscire. La seduzione, il potere, l'inganno, la perdizione. Se fosse possibile vendere davvero l'anima al diavolo in cambio di ciò che desideriamo nessuno più ne avrebbe una, perché almeno una volta nella vita è capitato a chiunque di non riuscire a resistere ad un desiderio incontrollabile, morboso, assoluto.

Così eccomi davanti a qualcuno che questo desiderio l'ha inseguito, cercato, curato, forgiato giorno dopo giorno, e c'è riuscito: l'ha realizzato. Beato lui, forse. Ma ciò che mi lascia perplesso è che nonostante questo - vedi i casi della vita - mi sento più felice io che il mio, di desiderio, per fortuna non sono riuscito a relizzarlo.

Vedi a volte i casi della vita. Bisogna stare attenti a ciò che si desidera. Molto attenti. Potrebbe realizzarsi.

postato da: risho alle ore 18:16 | link | |
categorie: desideri, solitudine, incanto, destino, inferno
giovedì, 11 dicembre 2008

Cambiare

Così non si smette mai di imparare. Lascio che la musica accompagni i miei pensieri mentre cambio idea ancora mille volte prima di puntare i piedi in terra. Siamo così fragili. Un uomo che riesce a sostenere con le braccia un peso pari a quello del proprio corpo ma non riesce a sostenere il peso dei propri sentimenti.

Non è tanto una questione di "giusto" e "sbagliato", oramai è solo una questione di essere obiettivi. Allo scopo di essere felici. Purtroppo sono sempre il peggior consigliere di me stesso. Sono il picchio di legno a molla che picchia infinite volte con il becco in terra finché il becco non si spezza. Credo di aver scoperto che solo così sono capace di reagire, almeno per ora; solo quando sento di aver sbattuto così forte, così ripetutamente forte il muso contro la realtà delle cose allora arriva per me la possibilità di tirare un grosso sospiro e scrollarmi di dosso quanto di male mi ci è rimasto, addosso. Probabilmente per la prima volta nella mia vita mi sono messo in discussione davvero, come se ogni esperienze accumulata fin qui non fosse servita a niente. La maturità del cuore resta distinta da quella della testa. E se su quest'ultimo piano puramente teorico posso ancora permettermi di dire la mia, sul piano pratico - allucinante - sono proprio uno qualsiasi.

No, non mi sto buttando giù, è che devo crescere. A volte nella vita ho detto e mi sono sentito dire "non cambiare", ed è un pensiero bellissimo ma non è realizzabile. In eterno mutamento, il nostro essere si ciba prima di tutto di cambiamento. Costanti, più o meno forti, ma costanti. Io devo cambiare, perché qui dove sono ora vedo solo deserto intorno, un deserto che mi sta risucchiando come un'immensa distesa di sabbie mobili che divorano qualsiasi cosa - sogni, entusiasmi, euforia, gioia, serenità, futuro. La stessa voglia di vivere sta scemando verso una totale incoscienza dell'essere.

E allora basta così. E' vero che fino adesso non ho fatto niente per cambiare. Ora è un buon momento per cominciare.

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e la vita risponde. Mi comporto come se la vita avesse già risposto. Voglio tornare a pensare che non sia così.

postato da: risho alle ore 07:45 | link | |
categorie: riflessioni, malinconia, solitudine, incanto, destino, dolcezza, cambiamento, inferno, identità, perdersi
martedì, 09 dicembre 2008

Il silenzio e la luce

IL SILENZIO E LA LUCE

Ascolta questo silenzio
di fango e di canne sottili
di acque che battono le grondaie
ma che cosa sarà delle acque
cosa sarà di noi

ascolta questo silenzio
di neve che cade dagli occhi
lo so che hai pensato anche al pianto
ma che cosa sarà della neve, cosa sarà di noi


E adesso sogna, sogna ancora
che chi sogna non dorme quasi mai
e adesso sogna, sogna amore
che chi sogna non muore quasi mai
perché la morte esiste
ma è solo un piccolo destino
perché poi c'è l'amore, l'amore
a volte lontano
a volte troppo vicino


Ci sono più fuochi che stelle
in questa notte di spire di fumo
lo sai ti ho creduta nel fuoco
ma che cosa sarà della notte, cosa sarà di noi


è una luce benigna di grano
luce d'immensa povertà
polvere di chi la sa sopportare
ma che cosa sarà della luce, cosa sarà di noi


E adesso sogna, sogna ancora
che chi sogna non dorme quasi mai
e adesso sogna, sogna amore
che chi sogna non muore quasi mai
perché la morte esiste
ma è solo un piccolo destino
perché poi c'è l'amore, l'amore
a volte lontano
a volte troppo vicino


(Cristiano De Andre' - "Il silenzio e la luce")


E allora respiri più forte fino a farti scoppiare l'aria dei polmoni, come se fossi uno che la vita l'ha disprezzata sempre, e invece non è così anche se non riesci più a dimostrarlo nemmeno a te stesso; e allora cambia tutto ma in realtà non cambia niente, sei solo cambiato tu e resti inerme come non fosse colpa tua, come se subire senza cercare di far niente per reagire fosse un alibi, come se non avere più forza di remore contro questa corrente fiume di sangue sia il modo migliore di morire, sia come trovare la giusta pace per ogni mio fremito di vita. E' vero, appassisco. Dio mio, quanto è triste tutto questo.

postato da: risho alle ore 15:08 | link | |
categorie: poesia, amore, morire, perdersi
martedì, 09 dicembre 2008

Un colpevole per tutto

Forse non hai il coraggio di ammetterlo con me, o forse come dici sempre tu "non passi molto tempo a pensare alle cose", e quindi ti manca di soffermarti a ragionare sugli eventi e sulle emozioni di cui probabilmente non ricordi nemmeno più il nome, ma sono certo che nel profondo del tuo cuore tu credi che quanto di "brutto" e sconveniente stia succedendo nella tua vita da un po' di tempo sia causa mia, sia in qualche modo da imputare a me.

Credimi: se avessi questo potere, questo ascendente sulla tua vita non starei qui a vomitare sangue e sentenze, ad accartocciare il cuore dentro improbabili emozioni a perdere, ma acchiapperei ogni raggio di sole che si affaccia dalle nuvole sopra di noi perché ogni giornata possa iniziare con un sorriso, uno di quelli con tante "o".

La verità è che ciò che deve accadere accade indipendentemente dalla nostra opinione, dai nostri bisogni, sogni, aspettative, desideri, paure. La vita fa la sua stradae noi ci camminiamo sopra, e anche se a volte siamo padroni di correre o rallentare, di fare delle deviazioni e tornare nel mezzo del sentiero, c'è che non usciamo mai veramente dalla via, abbiamo solo scoperto quanto margine ci lascia la vita per le nostre illusioni.

Così le cose accadono e spesso, quando sei fortunato, finiscono.

Così le cose accadono ma spesso, se non sei fortunato o forse è quanto ti meriti, non finiscono e sembra che non debbano finire mai.

postato da: risho alle ore 13:53 | link | |
categorie: amore, malinconia, tristezza, nostalgia, rabbia, solitudine, rancore, incanto, destino, apparenza
venerdì, 05 dicembre 2008

Spero

Spero di esserci. Quando ci sarà da fare i conti con la vita, io spero di esserci. Non per difendermi, non per offendere, solo perché non si dica che al momento opportuno non mi sono saputo prendere le mie responsabilità.
Spero che la mia strada sia la strada che ho scelto, o che quantomeno la strada che ho scelto possa camminare al fianco di quella che io immagino, sogno come la "mia" strada.
Spero che ad ogni alba segua un tramonto e poi un'altra alba. Sarebbe già molto per come mi sento ora.
Spero che i sogni non passino mai, perché senza non saprei proprio che fare delle mie giornate, della mia vita.
Spero che le lacrime non finiscano, e spero di avere sempre il coraggio di piangere quando ne sento il bisogno.
Spero di riuscire a diventare più duro, quel tanto che basta e non stare male di fronte al destino, ma non tanto da farmi scoprire arido.
Spero che ci sia un amore più grande di quello che provo che sta aspettando di esplodere, altrimenti sono davvero nei guai; altrimenti sono morto.
Spero che domani sarà un giorno migliore di oggi, anche quando oggi è stato un ottimo giorno.
Spero di non dimenticare mai il dolore che ho provato quando mi è stato fatto del male, per prestare attenzione e non farne a mia volta.
Spero di non finire mai le parole, e di poter continuare a suonare la melodia che sento dentro, significherebbe che sto riuscendo a dare un piccolo senso alla mia vita giorno dopo giorno.
Spero di non dimenticare mai nessuno, perché non c'è cosa peggiore di sapersi relegati nell'oblio della memoria del cuore.
Spero che nessuno mi dimentichi, ho paura della solitudine più che della morte.
Spero di andarmene in silenzio, senza dar fastidio, e spero che intorno ci possano essere le persone la cui presenza conta davvero tanto, per me.
Spero che ci sia sempre un tempo per rimediare ai proprio errori così come c'è sempre un tempo per sbagliare.
Spero di cambiare, perché ciò che sono ora davvero non mi sta bene.
Spero di tornare a vivere da questo torpore dell'anima che mi sconvolge.
Spero di morire, se non dovessi riuscirci.

Spero che mi si possa perdonare anche quando avrò finito le maschere.
Spero, come respirare.
postato da: risho alle ore 21:31 | link | |
categorie: riflessioni, sogni, rabbia, morire, rancore, incanto, destino, cambiamento, inquietudine, identità, perdersi
giovedì, 04 dicembre 2008

Noi stessi negli altri

"Il nostro errore più grave è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha."


(Marguerite Yourcenar)


A volte cerchiamo noi stessi negli altri, e cerchiamo di cambiare loro perché non riusciamo a cambiare noi. Abbiamo bisogno di determinate qualità e le cerchiamo fuori da noi perché dentro non riusciamo a trovarle, o a viverle come vorremmo. Se cercare altre qualità in una persona è in fondo qualcosa di così normale (e lo è, a ben pensarci) significa che il processo psicologico che ci porta a comportarci in questo modo è significativo per quanto ci riguarda, è un po' il risultato di intimi processi interiori che spesso non conosciamo, a cui non diamo peso, ma che poi ci portano a cercare qualcosa che ci manca in persone che non siamo noi. Di solito non funziona mai. Ci vuole più coraggio ad affrontare le proprio lacune, carenze, paure, insicurezze che a cercare di riempire il proprio vuoto con sensazioni forti, in maniera artificiosa, estrema. Coltiviamo le nostre qualità... sarà una bella annata, questa, per le qualità migliori che sembro possedere?

postato da: risho alle ore 07:24 | link | |
categorie: riflessioni, destino, cambiamento, apparenza, inquietudine, identità, perdersi

Chi sono

Utente: risho
Nome: Risho
Scrivo per non dimenticare di esistere. Scrivo perché è un altro modo di respirare.

Commenti recenti

Links

Tempo che passa...

Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E' come se non fosse mai passato nessuno. E' come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E' tempo. Tempo che passa. E basta...
(A. Baricco - Oceano Mare)

Bellezza e Magia

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.
(Gibran Kahlil Gibran)

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Contatore

visitato *loading* volte